MUSEO VIVO DELL'OGGETTO E DELLO STRUMENTO MUSICALE
Impulso motorio
Le storie della musica scritte prima del secolo scorso incominciano, quasi ritualmente, col dar conto dell'origine mitologica dei più antichi strumenti. Jubal, il discendente di Caino, vien ricordato come "padre di tutti coloro che suonano l'arpa e l'organo"; a Pan si attribuisce l'invenzione della siringa(o flauto di pan, appunto); Mercurio è supposto d' aver escogitata la lira quando, un giorno, gli capitò di trovare un guscio di tartaruga lungo le rive del Nilo.
In seguito, al mito è stata sostituita la storia, e l'invenzione degli strumenti musicali non più attribuita a divinità ed eroi. Tanto non è però bastato a far scomparire la pretese di voler conoscere quale strumento sia stato creato per primo e l'attesa di una risposta precisa: sfortunatamente,scrittori dilettanti di cose musicali si prestano ad accontetare questo capriccio con affermazioni, gratuite quanto perentorie, che tributano l'onore del primato a un flauto, una corda pizzicata, un arco per la guerra e la caccia.
Gli studiosi dovranno invece deludere una simile curiosità, perchè nessuno strumento antico venne "inventato", secondo la comune accezione del termine che vale come realizzazione compiuta di un'idea, di un progetto, a lungo pondereti e perfezionati con l'esperimento. La supposizione d'un siffatto processo condurrebbe soltanto a ricalcare il frequente errore di attribuire attitudini e procedimenti logici moderni all'uomo primitivo. Il quale si può presumere fosse allora del tutto inconsapevole, quando batteva i piedi sul terreno o colpiva in qualche maniera il suo corpo con le mani, che in quelle azioni si occultassero i germi che avrebbero condotto alla nascita dei primi strumenti musicali.
Per arrischiare una risposta al quesito sui primi strumenti apparsi sopra la scena della storia umana, è condizione neccesaria la previa soluzione d'un problema al proposito fondamentale, ossia: quali siano nell'uomo gli impulsi determinati per l'evoluzione degli strumenti musicali.
Tutte le creature superiori esprimono emozioni e sentimenti col movimento, con gesti. solo l'uomo però appare capace di regolare e coordinare i suoi impulsi emozionali e i suoi gesti, egli soltanto è dotato di coscienza ritmica. Quando abbia sperimentato lo stimolo e la soddisfazione che al ritmo conseguono, e così acquistata la consapevolezza di esso, allora non si saprà più trattenere dal muoversi e battere i piedi ritmicamente, dal danzare, dal battere le mani, dal colpirsi con le palme in varie parti del corpo.
La maggior parte dei moti dell'animo, degli inpulsi emozionali, si esternano in maniera udibili; tuttavia è probabile che i primi uomini battessero i piedi ritmicamente e si percuotessero con le palme aperte già molto tempo prima d'acquistar coscienza del suono ritmicamente organizzato come fenomeno autonomo: perciò ancor più lungo dev'essere stato il processo col quale essi giunsero, infine, a eseguire intezionalmente quei gesti per ottenere degli effetti ritmici e di conseguenza un accresciuto stimolo.
Da quie semplici gesti, essi seppero trarre effetti diversi: colpi soffocati con il cavo delle mani, schiocchi secchi e chiari con le palme aperte, percussione del suolo con la punta del piede o con il tallone, e percussioni del proprio corpo in punti molli e carnosi o invece, e con dissimile suono, in parti più rigide e dure. Tutte queste sfumature contribuirono alla nascita di una musica prestrumentale.
-Curt Sachs - "storia degli strumenti musicali"
IL museo vivo dell'oggetto sonoro e dello strumento musicale è il risultato di 12 anni di ricerca e costruzione di oggetti sonori, è il tentativo di ripetere il percorso del rapporto innato che esiste tra noi e il suono.In Germania è stato da poco ritrovato un flauto datato a 35.000 anni fa.Tra i primi oggetti che l'uomo costruisce vi sono strumenti musicali, ma ogni oggetto è sonoro, il martello, strumento indispensabile per l'evoluzione dell'umanità, è anche la percussione . Ogni oggetto può essere un martello, può essere percosso e usato per percuotere ed è anche strumento musicale che ci insegna a riconoscere la natura della materia attraverso il suo suono, quello della pietra, del legno, dell'osso. Noi stessi, il nostro corpo, le nostre mani, possono assaggiare la materia percuotendola. Anche noi siamo martello e allora il suono è quello della carne, dell'acqua, di un frutto, della pelle.
Ancora oggi uno dei gesti per capire di cosa è fatto un oggetto è quello di picchiettarlo, grattarlo, scuoterlo per sentirlo.
Le nostre azioni più semplici e naturali sono sonore: scuotere, sfregare, percuotere, grattare, pizzicare ma anche soffiare e spernacchiare dentro un oggetto cavo, sono quelle che noi usiamo per conoscere, per assaggiare il mondo che ci circonda, basta osservare il comportamento di un bambino piccolo per trovarne conferma, il suono è come il colore, l'odore ci aiuta a riconoscere ciò che ci circonda.. E noi come specie abbiamo la capacità, la dote innata di giocarci di farlo diventare strumente musicale. Un uomo primitivo trova un legno cavo, una conchiglia,una canna, una zucca e subito l'assaggia la porta alla bocca, finirà per provare la sua voce, per esempio urlandoci dentro, la voce verrà amplificata dalle cavità di questi oggetti che diventeranno così i primi risuonatori, oppure proverà a soffiarci arrivando a produrre un fischio dentro una canna o un osso che diventerà il primo flauto.
Il museo vivo dell'oggetto e dello strumento musicale sonoro ha l'obbiettivo di ripetere il percorso che noi come specie abbiamo fatto a partire dal periodo preistorico.
I partecipanti potranno vedere, sentire, conoscere storia, usi, provenienza geografica, e le particolari tecniche con cui si suonano, ma in special modo potranno loro stessi toccare e suonare circa 150 oggetti e strumenti musicali, a partire da materiali non modificati dall'uomo come conchiglie, ossa, legni, semi, zucche,canne che risuonano fino ai primi strumenti musicali come i sonagli, lo xiloaerofono, fischietti e flauti d'osso, di canna, di pietra, flauti ad ancia, flauti nasali, i primi archi musicali, i tamburi ad acqua, ecc., fino ad arrivare a strumenti più complessi come le zanze, il salterio o le zampogne primitive suonate con la respirazione circolare.
L'obbiettivo del -museo vivo dell'oggetto e dello strumento musicale- è di scoprire le nostre innate attitudini e capacità musicali e di comprendere il rapporto tra l'uomo e il suono.
Il museo è sia visitabile in loco che itinerante è rivolto a bambini da 0 a 100 anni, alle scuole, asoociazioni culturali, festival, manifestazioni, a tutti gli interessati al suono.
Danilo Raimondo
Via Vittorio veneto 39
17030 Castelbianco(SV)
Tel.0182/77242
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