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kalimba zanza mbira thumb piano

zanza, kalimba, mbira, thumb piano


Lo strumento denominato sanza o zanza (=legno) è di origine africana ed è molto diffuso con nomi diversi nel Congo, nel Mozanbico, nel Golfo di Guinea, nelle Antille, in Guyana, in Brasile e altre zone dell'America latina, dove fu introdotto dagli schiavi africani. In Africa, dove è tuttora diffusissima, la sanza viene costruita in diversi modelli che, a seconda delle varie regioni, prendono denominazioni come lulimba, mbira, pokido, lukeme, ecc. Questo strumento, a pizzico, è costituito da lamelle flessibili di canna di bambù, di giunco o di ferro, il cui numero varia da 3 a 40 lamelle, fissate mediante due o tre barre traversali ad un risonatore che può essere una tavoletta o una scatola di legno o a una zucca. L'altezza delle note è determinata dalla lunghezza delle lamelle e il suono che ne risulta è morbido e delicato. Lo strumento prende anche il nome di thumb-piano (pianoforte a pollice) poiché per il pizzico di solito si usano i pollici, è suonato ovviamente nella musica tradizionale africana ma grazie alla sua particolare timbrica e alle sue possibilità armoniche ha contaminato la musica di ogni genere dalla etnica alla classica (nelle Ritmicas nn.5 e 6 per soli strumenti a percussioni di Amedeo Roldàn vi è il primo esempio di impiego di questo strumento, indicato con il nome di marimbula, nella musica cameristica).

  ...La sanza,strumento emenintemente africano, si compone di piccoli tasti o lamelle flessibili in giunco d'india ,bambù,palma o metallo,da un numero di 5 a circa 40; strette fra due o tre sbarre trasversali, sono fissate generalmente sul dorso di una tavoletta, con le loro estremità libere in rilievo, sulle quali si posano i pollici delle due mani. La tavola di supporto può essere piatta , o, se cava, costituire una tavola di risonanza di forma rettangolare, a semicerchio o anche quasi circolare. Il museo del Congo a tervueren possiede una sanza su un emisfero cranico. Lo strumento piatto, o già cavo può essere a sua volta posato su un risuonatore in legno, a forma di vaschetta e che resta indipendente. Un altro tipo di sanza ha il corpo formato non da una tavoletta o da una cassa ma da due o tre grosse aste di palma unite; sotto queste, prive di cavità, formano, comunicando fra loro una vera cassa di risonanza. L'area di diffusione della sanza si estende dal congo alla costa del Monzabico e ad alcune zone del golfo della Guinea e dell'America Nera(Antille, Guiana e Brasile): tale presenza sulle due coste dell'atlantico suggerisce che i neri africani liberi d' America avevano potuto riportarla in Liberia e nell'Alta Guinea e così ricondurla in un'Africa più settentrionale rispetto a quella in cui senza dubbio ebbe origine. Fra gli strumenti africani osservati nella Guiana da J.G. Stedman durante un viaggio compiuto fra il 1773 e il 1777 se ne trova effettivamente uno "formato da una tavola lignea molto secca sulla quale sono fissate due sbarre trasversali. Sopra queste vengono semplicemente posati piccoli bastoni in legno di palma flessibilee di lunghezza diversa uniti in alto una terza sbarra"; alla sanza si accompagna "una grande zucca vuota, che serve ad amplificare il suono del loangobania i cui bastoni sollevati dalle dita quasi a mo' di tasti di pianoforte...". Ferdinand Denis, che riproduce nella sua opera sulla Guiana la figura che e le indicazioni di Stedman, aggiuse:"I negri africani di Rio de Janeiro fanno uso di uno strumento quasi simile, in cui i bastoni sono sostituiti da piccoli tasti in ferro che producono un suono molto gradevole. Il nome di loango-bania(chitarra del loango) indicherebbe che lo strumento proviene dall'Africa equatoriale, Gabon propriamente detto Congo. Il problema della sanza dunque permane. Su questo strumento può esercitarsi un virtuosismo che non ha eguali presso le popolazioni negre. Con delle più estese di quelle del tamburo, strumento ritmico per eccellenza, da cui l'africano trae un linguaggio sorprendetemente espressivo, la sanza realizza, molto più del balafon al quale le popolazioni coloniali hanno dato un soprannome, il vero pianoforte dei negri: pianoforte dalla stile ritmico, percosso a tratti come quello del jazz...
-André Schaeffner- "origine degli strumenti musicali"